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Cosa sono i superfood? I cibi insospettabili che fanno parte della lista

Riccardo Benedusidi Riccardo Benedusi· 13/08/2026 17:01
Cosa sono i superfood? I cibi insospettabili che fanno parte della lista

Quando sento parlare di "superfood", penso sempre a quel momento in mensa, una ventina di anni fa, quando preparai un piatto di riso integrale con lenticchie rosse e cavolo nero per un bambino intollerante al glutine. I genitori mi dissero che era la prima volta che mangiava qualcosa di gustoso senza soffrire. Quel giorno capii che i "super" cibi non sono quelli pubblicizzati in tv, ma spesso quelli nascosti nel reparto biologico, ignorati dalla maggior parte delle persone.

Oggi, dopo decenni passati a cucinare con ingredienti veri, posso dirvi con certezza: i superfood non sono un'invenzione del marketing contemporaneo. Sono alimenti straordinariamente nutrienti, concentrati di vitamine, minerali e antiossidanti, che la natura ha perfezionato nel tempo. Il problema è che molti di noi continuano a cercarli nei posti sbagliati.

I superfood insospettabili che già avete in cucina

La scoperta più importante della mia carriera è stata questa: i migliori superfood non sono esotici. Mi è capitato di recente di parlare con una signora che spendeva una fortuna in bacche di goji, mentre buttava via le barbabietole rosse appassite dal freezer. Le barbabietole contengono nitriti naturali che migliorano la circolazione sanguigna, pigmenti che proteggono dagli stress ossidativi, e costano dieci volte meno del goji.

Ecco i superfood che probabilmente sottovalutate:

Il cavolo nero è un concentrato di calcio, ferro e vitamine K. Lo uso in minestre, passate in padella, perfino frullato in centrifughe. Un etto di cavolo nero fornisce più ferro di una bistecca, e il vostro intestino ve ne sarà grato perché arriva con tanta fibra preziosa.

Le uova biologiche da galline allevate a terra o in pascolo contengono il triplo di omega-3 rispetto alle uova industriali. Non è marketing: è chimica pura. Quello che mangia la gallina finisce nelle sue uova. Semplice.

I legumi dimenticati come le cicerchie e le lenticchie corallo sono poveri di calorie, ricchi di proteine vegetali e fibre, e hanno un impatto metabolico incredibile. Nella mensa di vent'anni fa, i legumi risolsero metà dei problemi digestivi dei bambini intolleranti.

Perché il marketing inganna sui superfood

C'è una differenza fondamentale tra un alimento nutriente e un "superfood" così come lo vende la pubblicità. Il termine stesso non esiste nella Classificazione degli alimenti: è nato da una campagna pubblicitaria per le banane negli anni Novanta, e poi si è evoluto in una macchina commerciale spietata.

Oggi leggiamo di acai, spirulina, bacche di maqui come se fossero miracoli nutrizionali. Sono buoni? Sì. Migliori di una manciata di mandorle locali? No. Ma una confezione di mandorle costa 5 euro, una di bacche di goji disidratate ne costa 20. Capite il meccanismo?

Un errore che vedo spesso nei miei consultati: credere che il superfood sia una medicina. Un lettore mi ha scritto dicendo che mangiava un cucchiaio di spirulina al giorno convinto di guarire dal diabete, senza modificare il resto della dieta. I superfood sono alleati, non saviors. Funzionano solo dentro un'alimentazione equilibrata.

I superfood che conviene coltivare nella consapevolezza

Quello che ho imparato raccogliendo storie di agricoltori biologici è che i veri superfood sono quelli coltivati con rispetto del ciclo naturale. Un pomodoro colto maturo, esposto al sole, contiene il doppio dei licopeni rispetto a uno colto verde e maturato al forno.

Le patate dolci americane? Nutrienti, ma non per chi vive in Italia. Provate le patate dolze locali, oppure le scorzonere: radici nere che contengono inulina, una fibra prebiotica che il vostro microbiota adorerà. Costano meno, sono prodotte a 50 km da casa vostra, e il sapore è superiore.

L'aglio e la cipolla non sono considerati superfood, ma contengono composti solforati che proteggono il sistema cardiovascolare. Li usiamo ogni giorno senza renderci conto che stiamo mangiando medicina. Il problema è che non hanno una confezione da 30 euro al chilo, quindi nessuno li commercializza come tali.

I semi di lino, di sesamo, di zucca sono superfood veri: ricchi di lignani, minerali traccia, acidi grassi essenziali. Io li metto nei pani dei miei piatti, nell'impasto dei biscotti, in aggiunta ai cereali. Nessuno li celebra, ma un cucchiaio al giorno fa più per la vostra salute di molte integrazioni costosissime.

Come riconoscere i veri superfood da quelli falsi

La regola pratica che applico è questa: se un cibo ti piace veramente e lo mangeresti comunque anche se non fosse "super", allora è probabilmente buono per te. Se lo stai forzando a mangiare solo perché è stato etichettato come superfood, stai perdendo tempo e denaro.

Un altro criterio: verificate la provenienza. La Filiera corta non è una moda, è garanzia. Un mirtillo biologico coltivato a 200 km da voi contiene più vitamine di un mirtillo importato dall'altro capo del mondo, conservato per settimane in atmosfera controllata.

Nel mio lavoro, ho imparato a diffidare delle promesse radicali. Se un alimento promette di curare il cancro, l'Alzheimer o il diabete, scappate. I veri superfood migliorano la qualità della vita giorno per giorno, senza miracoli. Abbassano l'infiammazione cronica, stabilizzano gli zuccheri nel sangue, rinvigoriscono il sistema immunitario. Lentamente, naturalmente, senza aspettative esagerate.

I superfood non sono un mistero. Sono gli stessi alimenti che i nostri nonni mangiavano per necessità, che noi abbiamo abbandonato per comodità, e che ora il marketing ci rivende come novità. La mia missione, da chef e da consulente, è aiutarvi a riconoscerli, a sceglierli bene, e soprattutto a cucinarli in modo che vi piaccia veramente mangiarli. Perché il migliore dei superfood è quello che finisce nel vostro piatto, non in una scatoletta dimenticata in dispensa.

Riccardo Benedusi
Riccardo Benedusi

Riccardo ha iniziato come cuoco in una mensa scolastica, dove ha imparato a combinare gusto e salute nei piatti quotidiani. Da anni raccoglie storie di agricoltori bio e propone idee per pranzi sani e creativi, con attenzione alle intolleranze alimentari.